Nel versante romagnolo l'apicoltura viene praticata sia in modo
hobbistico che in modo professionale con lo scopo di produrre
miele, pappa reale, polline, propoli, cera d'api e api regine.
Il miele si produce nel periodo primaverile-estivo e le maggiori
varietà sono: acacia, millefiori, medica, sulla, tiglio, castagno,
miele di bosco, melata di abete.
Fra i poliflora si produce un millefiori sul campo. Oggigiorno, le produzioni di miele più consistenti e strutturate si trovano nell'alto Appennino.
Ma qualcosa è rimasto, della tradizione un tempo diffusissima in tutta la campagna romagnola: aziende agricole ed agrituristiche, anche della fascia collinare, e nella stessa pianura forlivese, producono e vendono direttamente confetture di miele.
Il miele viene prodotto a partire dal nettare e dalla melata, e non dal polline come molti credono.
Il miele è un alimento di riserva prodotto dalle api e da pochi insetti a loro simili come le vespe, in quanto necessitano di scorte di cibo per la stagione invernale.
La melata è prodotta a partire dalla linfa da varie specie di afidi, parassiti delle piante spesso sfruttati da altri insetti, ad esempio le formiche.